lunedì 12 settembre 2016

Five reasons why...cinque ragioni per cui...

Five reasons why my therapist shamefully ruined my life and could not care less.
Cinque ragioni per cui la mia psicoterapeuta mi ha rovinato la vita in modo vergognoso lavandosene le mani.

1- By kicking me out of the room like a piece of trash and denying me an appropriate and decent termination she made me feel the most unworthy, disgusting, hideous person on the face of the earth and she killed my self-confidence and self-esteem.
1- Cacciandomi dal suo studio come una lebbrosa e buttandomi fuori come un sacchetto della spazzatura, negandomi un'appropriata e dignitosa conclusione di terapia, mi ha fatto sentire la persona più immeritevole, più indegna, più ripugnante del mondo.

2- By acting out a disgraceful and traumatic termination in an irresponsable and reckless way, she threw away six years of work and achievements. She introduced a new trauma in my life reiterating a destructive relationship pattern which will prevent me from establishing new successful, mature and peaceful realtionships in the future. She did the opposite a therapist should do to help a patient.
2- Agendo una conclusione traumatica e vergognosa in un modo irresponsabile e incosciente, ha buttato via sei anni di lavoro e tutti  i risultati che avevamo ottenuto. Ha introdotto un ulteriore nuovo trauma nella mia vita, contribuendo a reiterare un pattern relazionale distruttivo, cosa che mi negherà la possibilità di stabilire nuove relazioni future mature, felici e di successo. Ha fatto tutto l'opposto di quello che un terapeuta dovrebbe fare per aiutare il paziente a superare le sue difficoltà.

3- In doing so, she destroyed the trust in people I had left, and most of all she totally destroyed my trust in psychotherapists and psychologysts, preventing me from starting a new therapy with anybody else.
With her wicked behavior she discredited the whole professional category (not psychology itself), wiped out any trust I could have in it and denied me a future treatment and a possibile improvement in my life.
3- Così facendo ha distrutto la fiducia che mi era rimasta nelle persone e soprattutto ha totalmente distrutto la mia fiducia negli psicoterapeuti e psicologi (non nella psicoterapia o nella psicologia, ma nelle persone che la praticano), impedendomi di iniziare una nuova terapia con chiunque altro.
Con il suo cattivo comportamento ha screditato ai miei occhi l'intera categoria professionale, ha spazzato via ogni fiducia che avevo in essa e mi ha negato ogni possibilità di un futuro trattamento e miglioramento della mia vita.

4- She denied and declined any responsability and she did not offer any explanation or apology for what she had done, thinking it would be too humiliating for a professionist to recognize a mistake and apology to a patient. In doing so, she blamed me for the failure, making me feel guilty even when I was not. She did not even had the guts to look the person she had ruined in the eyes and apologize. She just ignored her.
4- Ha negato e declinato ogni responsabilità e non ha voluto offrire alcuna spiegazione o scusa, pensando che fosse troppo umiliante per un professionista riconoscere un errore ed abbassarsi a porgere delle scuse ad un paziente. Facendo così, ha scaricato su di me ogni responsabilità per il fallimento della terapia, facendomi sentire più in colpa di quanto non dovessi. Non ha nemmeno avuto il coraggio di guardare negli occhi la persona che ha rovinato, ma ha preferito ignorarla.

5- I am suffering a terrible stress and anxiety, I cannot sleep, I cannot eat, my legs are shaking, I have being stuck in my house for the past three months. All this might affect my Basedow disease as well and even if she knew all about this and all about my precarious health conditions, she could not care less, making me feel unworhty and valueless, as if my life was nothing. Once again, she killed six years of trust and therapeutic relationship because finally by kicking me out and ignoring my suffering she showed me how she really did not care about me. She abandoned a patient, she did not terminate a therapy.
5- Sto soffrendo un terribile stato di stress e ansia, non riesco a dormire, non riesco a mangiare, mi tremano le gambe, sono rimasta chiusa in casa per tre mesi. Tutta questa angoscia e tensione potrebbe avere ripercussioni sul mio Basedow e lei, pur essendo a conoscenza della situazione e del mio precario stato di salute, si è totalmente disinteressata, facendomi capire che per lei la mia vita non ha alcun valore e ancora una volta distruggendo sei anni di fiducia e relazione. Cacciandomi e ignorando la mia sofferenza mi ha dimostrato quanto non le sia mai importato niente di me. Ha abbandonato un paziente, non ha concluso una terapia.

And her assumptions and intentions, and now excuses, were: improving my quality of life and starting my therapy with new thoughts.
E le sue premesse, intenzioni, e adesso, alibi, erano: migliorare la mia vita e ricominciare la mia terapia con pensieri nuovi.

My question is, how can you look other patients in the eyes, greet them everyday and listen to them, when you treated a person that way and destroyed her life?
La mia domanda è, come può guardare negli occhi gli altri pazienti, accoglierli ogni giorno ed ascoltarli, quando ha trattato in questo modo una persona e le ha distrutto la vita?

mercoledì 7 settembre 2016

Errori Fatali

Guys, I am sorry this post is in Italian. 
This time I needed to use my first language to explain how I feel.
It is also so very long, because I am such a wordy drama queen.  

Come ho scritto nel post precedente, il 15 giugno 2016, dopo sei anni di terapia, la mia psicoterapeuta mi ha cacciato da una settimana all'altra in modo umiliante, senza concedermi una vera conclusione ma buttandomi fuori dallo studio con la frase: "Non voglio stare qui a discutere con lei", quando io, "discutendo", avrei voluto solo capire che cosa stesse succedendo e perché.
Da quel giorno non ha più risposto ai miei tentativi di contatto per ottenere delle spiegazioni che, dopo sei anni e dopo quello che era successo, mi sembravano dovute.
Non solo, ben al corrente di quanto fosse essenziale alla mia sopravvivenza la terapia, ha deciso di interromperla dopo sei anni nel modo più sbagliato, devastante e sconvolgente, nonostante i profondi traumi che avevo già subito in passato e di cui era a conoscenza. In seguito, pur essendo stata messa più volte al corrente della grave situazione creatasi dopo la sua decisione, del fatto che non mangiavo, non prendevo le medicine, stavo molto male e rischiavo il ricovero, sembra aver preferito sparire, declinando ogni responsabilità. Sembra voler difendere a tutti i costi il proprio operato invece di riconoscere ed ammettere, davanti ai risultati drammatici che ne sono derivati e alla sofferenza che ha causato ad una persona, che forse può aver commesso degli errori fatali, quantomeno nel modo di concludere la terapia. Addirittura, piuttosto che parlare o comunicare di nuovo con me, ha preferito abbandonarmi in uno stato di abbattimento psicofisico tremendo. Io non riesco a farmene una ragione.

Come ci si può comportare in questo modo?  
Non è questo il modo di concludere e rispettare una relazione terapeutica di sei anni, anzi, una qualunque relazione tra due persone. Anche se si vuole chiudere definitivamente, se la terapia è fallita, non è questo il modo di fare, specialmente con qualcuno che è in difficoltà, che è malato, che ha subito dei traumi in passato e che si è rivolto ad un terapeuta proprio per quello e per sei anni gli ha messo il cuore in mano. E se la terapia è fallita perché il terapeuta si è accorto di non essere in grado di gestirla, a maggior ragione non si colpevolizza il paziente o quello che dice in seduta - luogo in cui, secondo la regola fondamentale della psicanalisi si può dire, anzi, si deve dire, tutto quello che si vuole senza censura, senza vergogna, senza timori o paura di essere criticato, senza giudizi, giustificazioni o spiegazioni razionali - per umiliarlo e farlo sentire un reietto e allo stesso tempo scaricare la colpa su di lui e coprire la propria inadeguatezza. E se si decide di interrompere la terapia perché si ritiene non possa più dare i frutti sperati non si butta fuori il paziente dallo studio come un lebbroso usando la scusa del "ti ho fatto un favore mandandoti da un altro", perché cacciandolo senza una conclusione dignitosa non gli si fa un favore ma lo si distrugge e si distruggono nel contempo anche i sei anni di terapia e il lavoro che dovrà fare il terapeuta successivo partirà già con un handicap altissimo. Se mai ci sarà un terapeuta successivo visto che il paziente probabilmente non si fiderà più di nessuno.

Ci si aspetta da uno psicoterapeuta un grado sufficientemente buono di insight, di consapevolezza delle proprie azioni e di auto controllo. Ci si aspetta che sappia ascoltare quello che gli dice il paziente e che sappia regolare "la propria rotta" a seconda delle risposte che riceve dopo un'interpretazione che dà o una decisione che prende. Ci si aspetta che interpreti la motivazione profonda che si cela sotto ad un rifiuto o ad una risposta negativa di un paziente invece di usarli contro di lui. Ci si aspetta che non agisca un proprio sentimento, frustrazione, reazione personale ma, in virtù del training che ha ricevuto e della pratica sul campo, o "nel campo", sappia contenerlo e trasformarlo evitando di scaricarlo su un paziente. Ci si aspetta soprattutto che quando faccia dei passi falsi (sembra che anche i terapeuti siano umani e possano sbagliare, lo ripetano spesso ma nella pratica quotidiana lo riconoscano raramente) se ne accorga e ponga rimedio, specie se le conseguenze dei propri errori ricadono su chi dovrebbe far stare meglio. Invece sembra che nella realtà di tutti i giorni un paziente non meriti nessuna spiegazione e nessuna scusa, che sia troppo umiliante per un professionista abbassarsi a rispondere delle proprie azioni e magari anche scusarsi, che, proprio in virtù del titolo di psicoterapeuta che ha acquisito, non sia tenuto a farlo, come se l'asimmetria professionale lo giustificasse sempre e comunque e si trasformasse anche in asimmetria personale.
"I pazienti sono i nostri migliori compagni di viaggio", certo, è facile scriverlo in un bell'articolo e poi invece buttarli a mare in pasto ai pescecani se osano farci notare che abbiamo preso la direzione sbagliata, perché le decisioni del capitano non si possono mai mettere in discussione.
Tanto poi è probabile che qualunque cosa racconterà il paziente ad un altro terapeuta verrà in varia misura relativizzata e ricondotta ad una sua soggettiva interpretazione dei fatti o alle sue "manie di persecuzione", alla sua distorta visione del mondo, alla sua patologia ("Questo è come ha vissuto lei quel momento", "questo è come si è sentito lei", "questo è il modo in cui ha interpretato quelle parole"), perché è raro che si metta apertamente in dubbio l'operato oggettivo di un collega, che è umano sì, e può sbagliare...però no, non è possibile.

Per quanto io come paziente possa essere stata complicata e difficilmente gestibile, non ho fatto niente di male per meritarmi un trattamento del genere dopo sei anni di terapia, come non lo meriterebbe nessun altro.
Non sono una santa, ho tutti i difetti del mondo ma sono una persona pulita ed onesta. Non ho mai mentito, nascosto le mie intenzioni o "fatto finta di" e ho sempre detto le cose come stavano e ritengo di avere la coscienza a posto. Anche quando ho sbagliato ho riconosciuto i miei errori e avrei accettato una conclusione di terapia, se questa fosse stata dignitosa e rispettosa, se le mie sedute non fossero state interrotte da un giorno all'altro, se le mie rimostranze e i miei feedback negativi fossero stati analizzati e compresi nelle loro ragioni più intime e non scambiati per mancanza di rispetto o fiducia, per i capricci di una bambina piccola o, quel che è peggio, per gratuite offese personali. Se si fosse capito che "emorragia libidica" non erano parole dette a caso, per far vedere quanto sono intelligente e quanto so leggere Freud.  Che una minaccia di interruzione sarebbe bastata per spronarmi a cercare "pensieri nuovi". Che io ho sempre e solo voluto difendere la mia ora perché per me era tutto, era l'unico spazio che avevo per me, l'unico luogo in cui poter riaccendere quel briciolo di speranza che mi era rimasto per un futuro, perché io ci credevo, altrimenti non avrei continuato ad andare, settimana dopo settimana, con tutta la fatica che mi costava quando stavo male, mi tremavano le gambe, mi girava la testa. E io avevo il diritto come paziente, in quello spazio, di soffrire e di lamentarmi e di prendermi il mio tempo per migliorare, e di peggiorare quando tutto intorno a me andava male, senza che qualcuno dall'esterno fosse introdotto solo per dire che io "sono diventata la mia malattia", che non miglioro, che non ho nessun pregio, che purtroppo non sono come le altre persone "normali", che tradotto significa che non sono esattamente come mi vorrebbe lei, che sono sempre stata "problematica" e fornire nuove ragioni e un alibi di ferro per sbattermi fuori, invece dei fantomatici "pensieri nuovi" su cui costruire, necessari per "migliorare la mia vita" e "riprendere la mia terapia". Qualcuno che non c'entrava niente con la mia ora, che non aveva il diritto di giudicare cosa mi servisse e cosa no, che non ha mai accettato la mia individualità, che mi dà della pazza solo se mostro di avere una personalità diversa dalla sua, che è una delle cause dei miei problemi e che adesso ha di nuovo carta bianca e si può prendere tutto lo spazio che vuole sulla mia vita, perché io il mio spazio non ce l'ho più e da tre mesi sono chiusa in casa. 
Migliorare la mia vita. Migliorare la mia vita o far precipitare la situazione? Il passo è stato breve.
L'ho visto come è migliorata adesso, se ne sono accorti tutti di quanto stia meglio senza terapia.

Mi sono auto-sabotata molte volte, è vero. Ho dei pattern relazionali distruttivi che creano pressione e fanno soffrire. Ho sempre cercato nel modo sbagliato di avere amore e ho ottenuto odio. Ho cercato risposte e ho ottenuto silenzi. Ho chiesto aiuto e ho ottenuto un'espulsione. Ma tutto questo poteva cambiare perché ho anche dimostrato di avere la capacità di trovare io stessa pensieri nuovi e mi meritavo un'altra chance e delle risposte, e non un muro di silenzio e di indifferenza. Questa volta non ho fallito solo io e non mi sono meritata quello che ricevuto, e sto pagando tutto in un modo terribile.

Siccome le mie condizioni di salute stanno peggiorando, il mio peso sta scendendo sotto i 40 kg, non riesco a dormire e a mangiare, sono profondamente depressa, voglio che le mie parole siano scritte nero su bianco. Perché si capisca quanta responsabilità c'è, quanta vita c'è dentro una stanza d'analisi, e quanto ci si può lasciare lì dentro e quanto si può perdere. 
Perché concedere delle sedute di conclusione, rispondere al telefono, ad un sms o ad un'email può essere più professionale che giustificare sempre e comunque il proprio operato perché si è il terapeuta, specialmente dopo sei anni e quando una persona ci sta rimettendo la salute e la vita.



giovedì 1 settembre 2016

My therapist terminated me, kicked me out, banned me, dumped me after six years


Hi everybody, let me start with a disclaimer: In this post I am going to talk about a stupid first world problem, and you can bet I will get overdramatic. Yes, I whine and complain all the time. So please do not be offended by my self-centered, self-absorbed point of view on things right now, I know the world is falling apart with real tragedies but this is my blog, please let me fill it with some pointless personal drama.

Lettori italiani: so scrivere in italiano, l'italiano è una lingua bellissima ma in certe circostanze l'uso di una lingua straniera permette a chi scrive di mantenere un certo distacco emotivo dal racconto. Quindi abbiate pazienza, e comunque non è poi vi state perdendo una pagina di grande letteratura o chissà che epico evento.

So, hello again. Some of you may have noticed I have not posted anything new from my last short post about me quitting. Well, long story short: I have had an awful time. The whole eye situation has gone awry. And crying my eyes out during the past three months has not helped.
My gas boiler almost killed us all, since it was emitting a huge amount of carbon monoxide in my kitchen and if I had not had a carbon monoxide alarm which made me call the fire department God only knows what would have happened.

In the meantime, my psychotherapist decided to dump me after six years of therapy. This is the main reason why I have been quitting living for the past three months, which I have spent crying.
Okay, I know you think this is just crazy nonsense. Well, in fact you are right, it is, if you have a normal, happy life and you look at me scratching your head, puzzled. Everything is so messed up right now inside of my head and in my life that "crazy nonsense" is the appropriate definition a well-functioning person would give of this moment I am living.
I hope I can confide in the sympathy of those who have been in a long-term therapy and know how it can change your whole life and personality.
Well, dear friends, let's share a secret: I am devastated.

My therapy was a messy one, I do not want to hide it or idealize something which was totally imperfect. It was painful some days, things have gone wrong many times, but it was my therapy, it was my hour with my therapist, it was something real and human, something you could feel in your guts, not one of those stupid fairy tales you sometimes read in books written by therapists who want to show they are perfect and their theories work 100% right and their therapies are oh, so amazing. We did not fake it.
And I cannot believe she left me this way.
Not only my therapist terminated my sessions abruptly, she literally kicked me out of the consulting room and the studio, she closed the door and walked away leaving me alone like the most disgusting piece of trash she had ever seen. Her last words, which I will remember as long as I live, were: "I do not want to stay here and discuss this with you. I have to go now."
So basically since that day of June (the 15th at noon if you want to know the details) my life has stopped. I tried to go back to have some final sessions, get an explanation, but since that day she has not answered any of my calls or my messages and she has basically erased my existence from her world and washed her hands of her responsabilities.
She destroyed my life and could not care less.

The official explanation was we could not work on my problems anymore, because the sessions were lacking new thoughts to build on. I said, ok, I have had some horrible weeks, and this may have affected my mood and our sessions, but now let me try and see if we will find some new ones together but no, she terminated my sessions and goodbye. I said it was not fair and she said no, it was not fair but she said she had taken that decision. She was so heartless I will never get over it. She killed me, she might as well have taken out a gun and shot me in the heart, because that was what it felt like, and it still does.
After six years this was the termination I was given.

Now think of meeting a person every week for six years, sitting there with her and opening your heart to her and then after all those years being kicked out by that same person you trusted and loved. That person who knows everything about you, all about your personal history, your traumas and problems. And I have had quite a bit, I must tell you. Otherwise I would not have had the need for a therapy.
I loved her very much and I literally put my heart in her hands. 
The first time I saw her I had that feeling: "Do I know her? Have I seen her before?" and I knew she was the right one. I had a short hiatus due to my health but when I called her back on the phone I thought she was so sweet and I had to go back and start a therapy with her.
I was there when I fell ill with my TED.
I was there when I was 85 pounds and had to be hospitalized to fix my crazy Basedow disease.
I was there when my legs shook and I felt so dizzy I could barely walk.
I was there the morning my father died.
I was there when I had a panic attack and she held my hand.

And now everything is gone, I feel like my whole world has crushed and I am left without a reason to live. I am alone, and she knew I would have been devastated and alone, because I had told her many times how tragic a termination would have been for my life. And she choose the most brutal, the hardest one to accept and to cope with.
I have lost all my hope, all the little amount of trust in people I had left is vanished and I cannot go on living. I cannot sleep, I cannot think, I cannot eat, I cry my eyes out every night.
I have lost too much in my life in such an unfair way to start again. First, my health, then, my eyes, my father, now my therapy. It is too much for me to handle. I will never go back into therapy with somebody else. I am done.
I cannot imagine next week all her patients are coming back to her and I will be the only one who has been kicked out and banned like a leprous. I was waiting my whole week to sit on that chair , it was the only thing I had left, the only thing that could give me some hope, the only light in the dark and I would give anything to see her again. I feel like my life is not worth living anymore and I cannot live another day with this unbearable pain.
I feel like the dirtiest bag of trash and I see no future, all I can think of is what was and what will not be again.

So...I guess no new miniatures for now and for a long long time.
If you have made it through the whole post, you are great and I thank you very much for reading my words.
If you have not, I can understand you, I can be quite a pain in the....you know.

Lots of love,
Natalia

sabato 17 ottobre 2015

I quit.

I am quitting. MiniAcquoline is a failure, my whole life is a failure. 
It takes courage to admit it and go on living after all that has happened to me in these past 6 years. My dad died of an undiagnosed cancer, I have Graves' disease and TED, I have not been able to graduate or have a job, people have always been treating me like a shitty creep, I now have double vision after decompression surgery, I weight 88 pounds, I never go out and my miniature making is bad. 
I hate life, I hate everything, I can't fake a happy life I will never have. My life is a nightmare, I can't take it anymore.

giovedì 8 ottobre 2015

Squashes are never enough!

 This year I have discovered how fun it is, to sculpt squashes and pumpkins.



 I love this sea urchin-looking squash:


 Natalia - MiniAcquoline

mercoledì 30 settembre 2015

I love custom orders! My "Back to the Future" miniature cake and more.

Hello everybody!

I have had a pretty hectic time, my cat has been sick for days and is not well yet and I must admit making miniatures was probably the last of my priorities.

But because I have received and managed to process some custom orders, today I want to share with you the miniatures I have made for my wonderful customers, who always prove to have some great ideas I would have never thought of.

The first request I received was to make a miniature cake inspired by the movie "Back to the Future".
I am not a movie-person and I must admit I have never seen the movie. Shame on me! 
What I was requested to do anyway, was to reproduce the original "Welcome home Uncle Joey" cake. The customer attached the original movie frame and I accepted the challenge.
This is a good example of what I mean when I say sometimes customers have great ideas and help me go beyond my limits to explore new techniques and projects. 

Even though it was complicated, I managed to achieve a good miniature copy. 
At first I was worried I would not be able to write such a long sentence with such tiny words. Then I was appalled by all the other details, especially the bird's feathers, eye and beak.
But I did it all. And it was great. Considering the size.




Then I received another custom order. This time the subject was far more traditional, but what was not regular was the scale. I usually work in 1:12 scale but the customer needed these Christmas puddings in a bigger scale, I would say 1:4. The customer attached some pictures and once again I tried to follow her instructions.
I am usually a mess with creams and icings on top of puddings and bundt cakes but these three boys have turned out pretty good and jolly. The holly leaves were so much easier to make in this scale than in 1:12 scale but I definitely want to make these in dollhouse scale as well.


I am currently working on another custom order and as soon as it is ready I will share it with you.
Talking about regular miniatures, I have recently made this little Fall market stall with squashes.
It is littler than my regular tables and I wanted to make it really Fall-market-like, if this is even a word!


Natalia

venerdì 11 settembre 2015

Halloween tables and miniatures

Hello!
As promised, I am back with some Halloween miniatures and tables.

Let's start with the tables.
This is the wizard or witch, which one you like best, table:


I am especially proud of the skull. I put a lot of effort in it, trying to do the nose and the orbits in the right way!! Especially the orbits, as I am an expert on eyes and eye sockets...


These are poisoned apples... yes, they look a lot like *that* poisoned apple...



Now I want to share with you two Halloween party tables, something I have done in the past and I do every year for Halloween:



I definitely have to do more of these mummy cookies because they are so adorable!!





And last but not least, a collage of my Halloween cakes and a carved pumpkin:


I hope you like my Halloween miniatures, I have more to share, I just need few more days to complete them. In the meantime you can visit my Etsy to see more pictures or purchase these tables or miniatures:
ETSY SHOP

Natalia